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Affido familiare

Per crescere c'è bisogno di una mano

COS'È L'AFFIDO

L'affido è un istituto dell'ordinamento civile italiano, disciplinato dalla Legge 184/1983 "Disciplina dell'adozione e dell'affidamento", in seguito modificata ed integrata dalla Legge 149/2001.

In ambito regionale l'affido viene dettagliato dalla D.G.R.- 1904/2011 "Direttiva in materia di affidamento familiare, accoglienza in Comunità e sostegno alle responsabilità familiari", in seguito integrato con le modifiche apportate dalla D.G.R. 1106/2014, facendo riferimento anche alle  "Linee di indirizzo per l'Affidamento familiare" del 2012 che fornisce indicazioni unitarie su tutto il territorio nazionale circa tale istituto.

L'affidamento familiare prevede l'accoglienza temporanea nella propria casa e nella propria vita di un bambino o di un ragazzo. Durante l'affidamento rimane e si preserva il legame fra il bimbo e la sua famiglia di origine; è dunque un aiuto rivolto al bambino o al ragazzo, ed alla sua famiglia, nel tempo che le è necessario per affrontare e risolvere le sue fragilità, sostenuta dai Servizi sociali e sanitari del territorio.

L'affidamento familiare può essere realizzato in forma:
 - Consensuale: quando si realizza con il consenso della famiglia di origine, è disposto dal Servizio Sociale e reso esecutivo con provvedimento del Giudice Tutelare; 
 - Giudiziale: quando si realizza con provvedimento del Tribunale per i Minorenni, che ne dispone l'esecuzione indipendentemente dal consenso dei genitori naturali.

Può essere inoltre realizzato in forma:
 - Residenziale: quando il bambino trascorre con gli affidatari giorno e notte, pur mantenendo rapporti periodici con la propria famiglia; 
 - A tempo parziale: il bambino viene accolto presso il nucleo familiare affidatario per alcune ore della giornata (diurno), per alcuni giorni della settimana, o anche per periodi molto brevi e ben definiti (part-time), rientrando ogni volta a casa dai propri genitori.

Altre forme particolari di affido previste dalle normative (D.G.R. 1904/2011 modificata ed intergrata dalla D.G.R.1106/2014) sono:
 - accoglienze in emergenza, quando è necessaria l'immediata collocazione del minore, in particolare per bambini molto piccoli;
 - accoglienza del nucleo madre-bambino, quando è più utile non separare il minore dalla propria madre in un progetto di supporto alle sue competenze genitoriali;
- affidamento omoculturale, quando la famiglia affidataria appartiene alla stessa cultura di provenienza del minore. 

L'affidamento familiare, per sua natura intervento temporaneo, ha una durata definita ma diversa per ogni progetto, ed è legata alle peculiari esigenze del bambino o ragazzo e della sua famiglia.

L'équipe territoriale, al momento dell'ingresso del bambino nella famiglia affidataria, definisce il progetto di accompagnamento, nel quale sono esplicitati i tempi e gli interventi a supporto del minore, della sua famiglia di origine e della famiglia affidataria.
L'accoglienza avviene per un periodo non superiore ai 24 mesi, ed è prorogabile dal Tribunale per i Minorenni quando la sospensione rechi pregiudizio al minore. 
Termina con provvedimento della stessa autorità che lo ha disposto, valutato l'interesse del ragazzo.

 
I PROTAGONISTI DELL'AFFIDO

1) i bambini/ le bambine ed i ragazzi/ le ragazze italiani o stranieri, minorenni.
2) le loro famiglie d'origine. 
Sono famiglie che hanno bisogno di essere aiutate e sostenute temporaneamente nelle loro funzioni educative e affettive. Famiglie che si trovano in una situazione di difficoltà tale da creare condizioni di malessere o di disagio per i propri figli o, in alcuni casi, di vero e proprio rischio.    
3) le famiglie affidatarie 
Tutti possono diventare affidatari: coppie con figli o senza figli, sposate o conviventi, singole persone. 
Non sono previsti dalla legge limiti di età. "L'affidatario deve accogliere presso di sé il minore e provvedere al suo mantenimento e alla sua educazione e istruzione" (art. 5 L.184/83)   
4) L'Ente Locale Il Giudice Tutelare Il Tribunale per i Minorenni  

IL PERCORSO PER DIVENTARE AFFIDATARI

Le persone interessate a conoscere l'affidamento si possono rivolgere al Centro Per le Famiglie o all'Equipe Affido per avere le prime informazioni. 
Chi decide di dare la propria disponibilità deve contattare l'Equipe Affido dei Servizi Socio-Sanitari e intraprendere con gli operatori il percorso di conoscenza e formazione (colloqui di coppia o individuali e partecipazione ad un corso formativo) .   
Si accede al percorso di disponibilità all'affido tramite appuntamento, rivolgendosi all'assistente sociale referente dell'èquipe affidi, reperibile presso la sede dei Servizi in Piazza Anna Magnani a Cesena, secondo piano (tel. 0547 - 394279) il martedì mattina ore 8,30 - 11,30. 
Per informazioni è possibile rivolgersi anche al Centro per le Famiglie presso la sede in via ex Tiro a Segno a Cesena, telefono 0547 - 333611.

 

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Libretto Informativo